Il coaching come strumento adhocratico

b27ab225a13d96388ce55b62bb68e360.jpgIl coaching come strumento per l’Adhocrazia (di Nicoletta Lanza)  

Strumento flessibile per antonomasia, il coaching si presenta come la metodologia “ad hoc” per le aziende che si sono strutturate per team di progetto, caratterizzate da dinamicità e cambiamento.

Ma che cos’è il coaching? Nato dal mondo dello sport, dove l’allenatore si è evoluto come figura professionale attenta alle logiche di squadra, alla motivazione e al raggiungimento degli obiettivi comuni, oggi il coach in azienda è colui che si occupa di migliorare le performance e le competenze presenti.

Il particolare tipo di coaching presentato da Formenergy si attiene al principio del “lavorare con l’esperienza” del coachee, in cui entrano in gioco dinamiche di arricchimento reciproco.

Il coaching è uno strumento adatto all’organizzazione flessibile, a supporto dei team di progetto, ma è anche esso stesso un sistema adhocratico.

All’interno del percorso di coaching non esistono pratiche o burocratizzazioni: il coach mette in campo la propria professionalità nel guidare il coachee al raggiungimento del proprio obiettivo di miglioramento, senza schemi precostituiti o standardizzazioni. L’unico vincolo è la direzione verso l’obiettivi e l’uso degli strumenti propri di colui che diventa un facilitatore della relazione, per ottenere il miglior risultato nell’esplicitazione della competenza inconscia, del know how individuale. In questa pratica il coaching diventa un processo “ad hoc” per ogni coachee, in cui l’organizzazione tra coach e coachee è specifica e individuale.

  Il motivo per cui ritengo che il coaching sia uno strumento dell’organizzazione “adhocratica”, oltre ad essere esso stesso un sistema “adhocratico”, è racchiuso nell’accezione che ne voglio dare, cioè “Coaching inteso come sistema interattivo e flessibile per la gestione delle conoscenze”.

Infatti se da un lato il processo di coaching individuale e di team è utile per l’estrazione delle competenze, dall’altro tali competenze, implementate nel sistema azienda, diventano il valore aggiunto a quel capitale umano che è indispensabile per il cambiamento e per il successo dell’impresa stessa.

E’ necessario, tuttavia che tali competenze arrivino progressivamente a tutte le parti strutturali dell’impresa.

L’applicazione delle competenze trasversali “di eccellenza”, come la capacità di sviluppare il pensiero creativo, di armonizzare il clima interno, di lavorare per obiettivi e in team, di riorganizzazione i processi, rinnova i valori e i principi su cui l’azienda si regge.

Tutto ciò è importante nelle produzioni complesse, dove sono in gioco tutti i fattori di variabilità, indeterminazione e imprevedibilità, e dove la competenza delle persone deve essere necessariamente integrata ed entra a far parte del prodotto e del servizio offerto dall’impresa.

Le competenze trasversali e manageriali, per diventare nuova cultura aziendale devono essere considerate elementi stabilmente presenti affinchè l’evoluzione  dell’organizzazione sia continua.

La loro introduzione deve portare a un cambiamento nei comportamenti delle persone, modificando quindi gli schemi reiterati che producono effetti non desiderati nelle relazioni tra gli individui.

Quindi per crescere le aziende devono acquisire la capacità di far circolare la competenza gestionale interna, creata e accumulata individualmente.

 

Formenergy: un esempio di Adhocrazia 

Formenergy è nata dall’evoluzione del mercato della formazione, quando anni fa ci si è resi conto che vi era un’accelerazione nei tempi di cambiamento del sistema azienda dovuti alla globalizzazione, ai sistemi di comunicazione e ad altre variabili che rendevano lo scenario instabile.  Con un gruppo ristretto di collaboratori, abbiamo quindi analizzato la nostra struttura e capito che per stare al passo coi tempi dovevamo darci un’organizzazione snella, capace di rispondere ai bisogni formativi in tempi rapidi e che potesse coprire un territorio vasto, con il minor dispendio di energie umane ed economiche possibili.

Formenergy oggi è strutturata con un team “interfunzionale” di competenze complementari, in grado di seguire tutti i processi, dal marketing, alla progettazione, all’erogazione. Ogni componente gestisce in autonomia un’area del progetto, con definizioni specifiche per settore di intervento.

Ogni Project Leader coordina un pool di consulenti e coach a progetto, dislocati sul territorio: questa organizzazione consente di far fronte alle richieste “ad hoc” delle aziende, mostrando flessibilità e adattabilità.

 La caratteristica principale di Formenergy, nella cornice adhocratica, è la ricerca e lo sviluppo nel settore, sia da punto di vista organizzativo, che di continua evoluzione dei propri servizi dedicati sia al singolo che ai gruppi .

Attraverso lo studio dei dati e dei casi, elaboriamo e affiniamo le nostre metodologie.  Il nostro know how in questo modo si arricchisce di idee e di risoluzioni per i problemi sempre diversi che ci troviamo ad affrontare, attivando un processo di ricerca e sviluppo interno.

E’ questo il valore aggiunto al modello adhocratico: solo un’organizzazione flessibile, che agisce in un  circuito di evoluzione della conoscenza, può offrire una molteplicità di risposte alla flessibilità delle richieste del mercato.

     

Il coaching come strumento adhocraticoultima modifica: 2008-02-19T09:15:00+01:00da adhocrator
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Un pensiero su “Il coaching come strumento adhocratico

  1. Se la piccola imprenditoria italiana, con un grande sforzo culturale si aprisse a qusti concetti, senza dubbio in pochi anni ci sarebbe un’altra grande rivoluzione dell’economia del Nord est.

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